Bambini obesi. A mangiare si impara (anche) a scuola.

Insalatona CuoreL’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha lanciato l’allarme sull’obesità infantile, richiamando i governi sulla necessità di rimodulare le politiche alimentari e di effettuare controlli più severi sulle campagne pubblicitarie dei cosidetti “cibi spazzatura”. Parliamo dell’argomento con il dott. Luigi Formisano, evidenziando in particolare la realtà territoriale e ampliando il discorso al tema all’alimentazione infantile.

È giustificato l’allarme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla crescente fenomeno dell’obesità dei bambini?
Purtroppo si, anche perché l’obesità infantile si ripercuote sia sulla salute del bambino sia sulla spesa sanitaria. Non dobbiamo dimenticare che l’obesità si accompagna ad altre malattie come il diabete, le neoplasie e le malattie cardio-vascolari.

2) Quali sono i fattori che determinano il sovrappeso e l’obesità e le possibili soluzioni?
Le cause che riscontro più spesso nella mia pratica clinica sono sicuramente l’eccessivo consumo di troppi carboidrati (pasta, pane, dolci, merendine, bevande gasate) e la vita troppo sedentaria.

3) E’ vero che in Puglia, negli ultimi anni, c’è stato un incremento della percentuale dell’obesità infantile?
La nostra regione presenta una percentuale di persone in sovrappeso ed obese superiore alla media nazionale. Il dato più preoccupante, a mio parere, riguarda proprio le abitudini alimentari: il consumo di verdure ed ortaggi è al di sotto della media italiana. Immaginare una situazione del genere solo 10 anni fa sarebbe stata pura fantascienza…la Puglia è da sempre il grande orto dell’Italia; l’importanza delle verdure e degli ortaggi è facilmente evidenziabile anche dalla estrema ricchezza di ricette del territorio che li hanno come protagonisti da secoli; ebbene, queste convinzioni sono state sconfessate dai dati sul consumo per frutta e verdura: la gente ne acquista di meno! Risultato: il 38% dei nostri corregionali, a pari merito con campani, lucani e calabresi, è in sovrappeso; il 12,9% (primato assoluto in Italia) è obeso. Ovviamente i dati sui tassi di ospedalizzazione e i tassi di mortalità per diabete superano le medie nazionali: ribadisco che il diabete è un parente molto stretto dell’aumento di peso.

In che misura i cambiamenti sociali, portatori di nuove abitudini come l’utilizzo di prodotti confezionati, pasti veloci, cibi gustosi ma poco nutrienti, hanno influito sulla cultura alimentare dei bambini?
La Pubblicità spesso ci fa dimenticare la tradizione: ma sono davvero così sane e gustose le merendine, i budini o le altre simpatiche invenzioni gastronomiche preconfezionate che vengono proposte ai nostri figli? Io ricordo ancora il sapore delle fette di pane e pomodoro o le crostate, con la mitica marmellata fatta in casa, di mia mamma o di mia nonna; oggi se proponi ad un bambino pane e marmellata ti guarda come se fossi un marziano….

Cosa pensa in merito all’abitudine diffusa di far seguire ai bambini le diete vegetariane o vegane?
Sono contro il “fai da te”. Spesso dimentichiamo che la dieta è un atto medico molto delicato perché influisce sull’equilibrio psico-fisico del paziente. E’ una prescrizione, una ricetta: se il medico ritiene che il paziente abbia dei benefici dal seguire un’alimentazione vegetariana (o vegana) lo seguirà clinicamente per evitare qualsiasi problematica derivante dalla non assunzione delle proteine animali. Non dimentichiamo che se medici di fama internazionale, come il Prof. Veronesi o il Prof. Berrino, consigliano le diete vegetariane sulla base della loro conoscenza ed esperienza, avranno dei motivi validissimi. Personalmente consiglio il regime vegetariano a pazienti con patologie auto-immunitarie (es.: l’artrite rumatoide o la psoriasi) perché ritengo che, associato alla terapia medica, possa aiutare ulteriormente il paziente a migliorare il proprio stato di salute.

Cosa si potrebbe fare concretamente per educare i bambini alla corretta alimentazione?
Ritengo che la prevenzione dei problemi legati all’aumento di peso parta dalle scuole elementari, con un’informazione facile, divertente e didatticamente accattivante per invogliare i bambini a conoscere nuovi sapori, provare nuovi alimenti, coinvolgerli nella preparazione dei cibi: al Nord lo fanno già da circa 10 anni…i risultati si vedono.

Lei si occupa anche della terapia dell’Intestino Irritabile; come mai questa problematica è diventata così diffusa? Davvero può essere curata?
La Sindrome dell’Intestino Irritabile è spesso dipende da un’ alimentazione scorretta; non dipende dal sovrappeso ma dalle sostanze che il paziente ingerisce, che possono scatenare effetti quali il gonfiore addominale, dolori (le coliche), la diarrea o la stipsi. Tale problema è peggiorato dal fatto che spesso questi pazienti si presentano molto ansiosi o stressati. In questi casi concordo insieme al paziente un’alimentazione che riduca i sintomi fastidiosi e bonifico l’intestino, lo ricolonizzo con probiotici specifici. Presso il mio Centro pratico anche l’Idrocolonterapia, una metodica assolutamente indolore e benefica, grazie alla quale è possibile migliorare sia la colite, sia la stipsi, le cistiti e le candidosi, malattie della pelle o allergia al nickel o ai metalli: insomma tutte quelle patologie derivanti o peggiorate da una cattiva igiene intestinale.

Potrebbe fornirci tre schede tecniche sui seguenti argomenti:
Consigli utili per una corretta educazione alimentare.

1. Mangiare in Modo Regolare
E’ un ottimo modo per stimolare il metabolismo e per dare al corpo quello di cui ha bisogno: NO agli stuzzichini fuori pasto ad orari sregolati, SI agli spuntini programmati la mattina e il pomeriggio.
2. Mangiare Lentamente Masticando Bene
Il cervello impiega 20 minuti ad avvertire il senso di sazietà: per tal motivo quando un paziente mangia velocemente, gli consiglio di iniziare il pasto con un’insalata o con 1 finocchio crudo.
3. Non saltare la Colazione
E’ il momento migliore del giorno per introdurre carboidrati e dolci (fatti in casa…ovviamente!)
4. Non Dimenticare Frutta e Verdura
Frutta e verdura sono ricche di acqua e di fibre e fanno bene a tutto il corpo, per questo bisognerebbe assumerne almeno 5 porzioni al giorno. Basterebbe mangiare un frutto a colazione, uno a metà mattina e uno di pomeriggio più verdura a pranzo e a cena.
5. Mangiare Alimenti Ricchi di Fibre
Oltre che nella verdura e nella frutta, se ne trovano in quantità negli alimenti integrali, da preferire sempre agli alimenti raffinati.
6. Bere Molto
Sono sufficienti 8 bicchieri al giorno per stare in forma.
7. Moderare i Grassi
I grassi “cattivi” sono quelli che troviamo nei panini imbottiti di salse, negli alimenti fritti, nei cibi troppo ricchi di burro, strutto o, peggio ancora, di grassi vegetali e idrogenati: meglio usare l’olio di oliva, l’Oro del Salento.
8. Moderare gli Zuccheri raffinati
Le caramelle, i dolci, le merendine, le bibite gasate…
9. Limitare il Sale
Insieme allo zucchero è il killer delle ossa. Aumenta la ritenzione idrica ed è veramente pericoloso per il cuore. Attenti ai cibi che contengono il sale: prosciutto e salumi, alcuni formaggi, la pizza….
10. Variare gli Alimenti
Questa è un’abitudine salentina che io trovo portentosa: l’abitudine di far ruotare ogni giorno gli alimenti che mangiamo è formidabile e permette un introito molto vario dei nutrienti.
11. Fare quotidianamente almeno 30 minuti di passeggiata a passo deciso e senza affannarsi.
Mi piace ricordare che Ippocrate, circa 2500 anni fa, affermava: “Lascia che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo”…da allora le cose non sono cambiate: l’alimentazione corretta e salutare rappresenta per l’uomo la migliore medicina e la migliore prevenzione contro le malattie.

Maria Rosaria Contaldo per “L’Ora del Salento”
http://loradelsalento.diocesilecce.org/bambini-obesi-a-mangiare-si-impara-a-scuola

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